Bibliografia
Opere
Biografia
Home
Mail
INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE

1972-E.R.Il Decamerone illustrato da Pirillo (testo in catalogo);I. D’Agostino: Tommaso Pirillo alla galleria ’98 ( Il Tempo ). 1974- Artisti Italiani contemporanei ( Annuario d’Arte contemporanea, edizione Acc. Italia Salsomaggiore ). 1976- catalogo Nazionale d’Arte moderna n°13 ( G. Bolaffi Torino ); A Guarascio: Pirillo alla Galleria ’98 ( Nuova Comunità). 1977- Catalogo Nazionale n°14 (G. Bollaffi Torino ). 1979-T Ranieri: Il racconto visivo di Tommaso Pirillo ( testo in catalogo ). 1980- Tiziana Ranieri: Arti Visive in Calabria (Edizioni Mit Cosenza. ) 1982-E Martire: Tommaso Pirillo ( Testo in catalogo) 1983- C. Bria ( Nota critica in catalogo ); Radio 3 Calabria il calendario di Giordano Bruno illustrato da Pirillo. 1984- Un Anno d’Arte (Annuario d’Arte Visiva. Edizioni Fabbri Parma ); A Guarascio: Luce e Colori di Pirillo ( Nuova Comunità ).1985- G. Brancaccio: La dimensione del tempo nella pittura di Pirillo ( Testo in CATALOGO ). 1986- r. Costanzo: Un divenire dove l’uomo viene totalmente coinvolto (Testo i Catalogo ); G. Brancaccio: Pirillo alla Galleria La Bilancia ( Testo in Ctalogo ); G. Brancaccio: T. Pirillo ( Mercurion Arte, trimestrale d’Arte Visiva Roma ). 1987- A. Marrone; Gli spazi pittorici di T. Pirillo ( Testo in Catalogo); G. Bai: La pittura di Pirillo ( Testo in Catalogo ); M Miglione: IN mostra a Chiusi le opere di Pirillo ( La Nazione Firenze ); D. Checchi: La mostra di Pirillo a Chiusi ( Il Corriere Di Siena ); G. Cervini: una crocefissione di Pirillo a S. Martini Sertiano ( Montepiesi Sertiano ). 1988- M. Benichi: Pirillo e simboli del mito ( La Nazione Firenze ); M. Russo: La Magna Grecia e i miti etruschi nella pittura di Pirillo ( Nuovo Corriere Montepulciano ); E. Pisano: Pirillo e Il filo di Arianna ( Testo in Catalogo ); G. Carpi: Pirillo e il non detto ( Testo in Catalago 9. 1989- G Pautasso: Le tecniche Miste di Tommaso Pirillo ( Testo in Catalogo ); T Festa: ( Nota critica in catalogo ); Servizio Redazionale: Pirillo e il Mito ( La Naziona Firenze ). 1990- G. Basi: Ricerca nel tempo e nello spazio ( La Gazzetta Di Siena ); G. Basi: Servizio Televisivo ( Toscana Arte ); G. Basi: Alla Galleria Il Tarlo le opere di Pirillo ( La Gazzetta Di Siena ); G. Basi: Appuntamento al Tarlo ( La Gazzetta di Siena ); G. Basi. La materia come Archeologia della memoria La Gazzetta di Siena). 1991- M. Berrettini: Tommaso Pirillo ( Testo in Catalogo Edizioni “ Il Tarlo”). 1992- G. Labrosciano: Le Scorie del Tempo ( Testo in Catalogo ). 1993- G. Labrosciano:Pirillo e i luoghi dell’immaginario “ catalogo monografico” ( Edizioni Gradiva Cosenza); Colori di Calabria a cura di C. Benincasa, 6° Festival Mediterraneo dei due mari Altomonte ( Edizioni “Il Chiostro” Altomonte ); Biennale d’Arte Contemporanea Monterosso ( Edizione Rubettino Soveria Mannelli Cz ); T. Coltellaro: “Nella natura l’origine dell’arte” ( Edizione Rubettino Soveria Mannelli Cz ); A. Giorno: La Calabria nell’Arte ( Edizioni Nuovi Orizzonti Meridionali ); I Colori dell’immaginario ( Il Carlino Cesena ): Artisti Contemporanei alla Galleria Il Quadrato ( Corriere Cesenatico);A Cesenatico gli artisti dell’immaginario ( Il Messaggero ). 1994- Annuario d’Arte moderna e contemporanea ( Edizioni ACCA Roma ); TOP ARTS ( Edizioni Massacesi Osimo AN ). 1995- T. Casentino: Itinerario d’Arte ( Edizioni Arci Arcinova Lamezia Terme Cz ); L’Elite “Selezione Arte Varese ): Art Words ( Edizioni Marco Binci. Osimo AN ): Annuario D’Arte moderna contemporanea (Edizioni ACCA Aroma ); G. Labrosciano: Incontriamoci con Arte- Tommaso Pirillo ( Edizioni Tipografia Perri Lamezia Terme Cz ). 1996- L’Elite “Arte Italiana” ( Edizioni L’Elite, Varese ); G. Labrosciano: Pirillo e i linguaggi dell’ immaginario ( Gazzetta del Sud ); M. Del Prete: T. Pirillo ( Testo in Catalogo, Edizioni “ Il Coscile” Castrovillari Cs); I. Laudario Sancineto: La pittura di Pirillo “Pollino” ( Edizioni “Il Coscile” Castrovillari, Cs ); G. Laudato: Echi Nella Memoria ( testo in Catalogo, Edizioni “IL Coscile” Castrivillari, Cs ); A. Samengo: Servizio Televisivo ( TG3 Calabria).1997- Artisti Contemporanei ( Edizioni ACCA Roma ) TOP ARTS ( Edizioni Massacesi Osimo AN ); Utopie (Edizioni “Museo Bivongi” Rc ); 2°Biennale d’Arte Siciliana ( Edizioni Lalli, arti grafiche Nencini Poggibonsi Si ); Arte (trimestrale di Arte, Cultura, Attualità, Edizioni M Talento Salerno ). 1998- I Protagonisti:Pittori, Scultori e Grafici italiani ( Edizioni l’ altro modo di volòare, Castellamare di Stabia Na ); TOP ARTS ( Edizioni Massaccesi Osimo AN ); Gaetano Blaiotta “Frammenti” Tommaso Pirillo “ Un Disegno”( Edizioni ERMES, Intra Varese ); Arte Roma “Catalogo”(Edizioni Studio 5 Roma ). 1999- Il Quotidiano, “La Porta bronzea di S. Domenico”. 2000- Il Quotidiano, “La Statua bronzea di S Domenico”; La Provincia, “Lo Scultore Tommaso Pirillo scolpisce la statua di S. Domenico”; La Gazzetta del Sud, “L Porta bronzea di S. Domenico”. 2001- Il Quotidiano, “Monumento a Bruno Longoburgensis dello scultore Tommaso Pirillo”. 2002-Art Diary Giancarlo Politi Editori, Arte italiana dal 900 ad oggi, ( Edizioni L’Altro modo di volare Castellamare di Stabia Na; ); La Provincia, “Pirillo espone a New York; “L’Arte di Pirillo oltre oceano; IL Domani: “Un Longobucchese a Manhattan”; Il Quotidiano: “ Le opere di Pirillo nel cuore di Manhattan”; Il Corriere di Siena: “Pirillo a NewYork”; Corriere del Mezzogiorno: “Tommaso Pirillo a New York”.2003- Giorgio Walter Levi ( Testo in catalogo, Edizioni “Il Coscile”Castrovillari); ART DIARY (Edizioni Giancarlo Politi Editore ); La Provincia “Due opere di Pirillo al Museo di Taverna”; C. Urso, “La mostra di Pirillo al Coscile ( La Provincia ); Il Quotidiano: “Personale del maestro Pirillo”; Gazzetta del Sud “personale di Pirillo al Coscile”; La Gazzetta del Sud “La creatività di Pirillo”; LA Provincia:” Selezionato Tommaso Pirillo per l’Arte Calabrese a Bruxelles”. 2005-BEA Catalogo, edizioni Tocci, Cosenza; La Provincia: Omaggio a Tommaso Pirillo nella mostra BRUTIA EXPO ARTE CALABRIA; La Calabria e l'arte-Enzo Lepera- Edizioni Grafiche Femia-Gioiosa Jonica (RC)

Mostre Personali

1972 GALLERIA D’ARTE 98 Cosenza
1973 GALLERIA D’ARTE 98 Cosenza
1978 GALLERIA D’ARTE IL SUBBIO Rho (MI)
1979 GALLERIA D’ARTE98 Cosenza
1981 PALAZZETTO DEL TURISMO Camigliatello (Cs)
1982 PALAZZETTO DEL TURISMO Camigliatello (Cs)
1983 GALLERIA D’ARTE IL TRIANGOLO Cosenza
1984 BIBLIOTECA COMUNALE Longobucco (Cs)
1985 HOTEL TASSO Camigliatello (Cs)
1986 GALLERIA D’ARTE LA BILANCIA Castrovillari (Cs)
1987 TEATRO COMUNALE MASCAGNI (ridotto) Chiusi (Si)
1988 GALLERIA BORGOBUIO Montepulciano (Si)
1989 GALLERIA D’ARTE IL TARLO Monteroni D’Arbia
1990 CHIOSTRO SAN CRISTIFORO Siena
PALAZZO DELL’ARTE Sanremo (Im)
PROLOCO Longobucco
1991 PROTOCONVENTO (Festival dei due mari) Altomonte (Cs)
1992 GALLERIA LA GRADIVA Cosenza
1993 CAFFè BAGARRE Lamezia Terme (Cz)
1994 GALLERIA DELUCARTE San Giovanni In Fiore (Cs)
TORRE NORMANNA (Festival dei due mari) Altomonte (Cs)
1995 MOSTRA ITINERANTE .
(Cosenza; Lamezia Terme; Altomonte, Squillace,
Nocera Terinese , Decollatura, Falerna; Soveria Mannelli;
Serrastretta, Taverna, Amantea, Pianopoli, Vibo Valentia; Crotone)
a cura di Tiziana Casentino
1996 GALLERIA D’ARTE IL COSCILE Castrovillari (Cs)
1997 GALLERIA SPAZIARTE Napoli
1998 ARTE ROMA PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI Roma
1999 GALLERIA DELUCARTE Crotone
2001 GALERIA MODIGLIANI Milano
2002 GALLERIA LATTARI ARTE Cosenza
2003 GALLERIA IL COSCILE Castrovillari
2003 PALAS DUCALE DU GRAND SABLON Bruxelles
2005 BRUTIA EXPO ARTE-FONDAZIONE CARICAL-COSENZA mostra collettiva
2005 Napoli - Galleria Umberto I -installazione: Il RE EBREO

 

PARTECIPAZIONI E PRESENZE
1974 FORMA 1 Quadriennale giovani leve Roma
1984 ARTE E ARTIGIANATO (Sez. Grafica) Bologna
1988 MUSEO CIVICO (La piazza, proposte reali fantastiche) Montepulciano
1989 GALLERIA IL TARLO ( Oltre il presente: Aitani, Berrettini, .
Iacovetti, Mastroianni, Pirillo, Salerni, Tauber ) Monteroni (Si)
1990 SAN PIETRO OVILE (Internazionale d’arte sacra) Siena
1991 STUDI RICERCHE SPERIMENTAZIONI E ARTE Altomonte
1992 BIENNALE D’ARTE Monterosso Calabro (Cz)
1993 MUSEO CIVICO (MAIL ARTE a cura di Teodolinda Coltellaro) Taverna (Cz)
II° BIENNALE D’ARTE CALABRA Monterosso Calabro (Cz)
PITTORI NAZIONALI (6° Festival dei due mari) Altomonte (Cs)
1994 PITTORI NAZIONALI (7° Festival dei due mari) Altomonte (Cs)
GALLERIA D’ARTE IL QUADRATO Cesenatico (Fo)
1995 PINACOTECA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA Bivongi (Rc)
1996 ARTEINFIERA Bologna
MUSEO CIVICO Taverna(Cz)
1997 GALLERIA DELUCARTE Crotone
1998 GALLERIA IL COSCILE Castrovillari (Cs)
1999 SCULTURE IN PIAZZA Napoli
PRITOCONVENTO (Tentennale della galleria IL COSCILE ) Castrovillari (Cs)
2002 ARTEXPO New York
2003 GALLERIA IL COSCILE Castrovillari (Cs)

 

MUSEI:

MUSEO CIVICO TEVERNA (CZ)
PINACOTECA ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA BIVONGI(RC)
MUSEO OF THE ROYAL HOUSE OF PORTUGAL Vicenza

 

TOMMASO PIRILLO

“ICONOGRAFIA DELL'ERRANZA”

di Gianfranco Labrosciano

 

La tensione contro la staticità e una pratica del pensiero a formulazione multipla che “ricomincia” da una spontanea attitudine alla trasformazione, costituiscono il dato fondante dell' opera di Tommaso Pirillo, mossa da intima esigenza di superare i confini rappresentati per trovare ulteriori territori di gestualità espressiva.

Sorgono in tal modo, circuiti semantici di informazione le cui entità si assimilano, seppure non legate conseguensialmente, mediante un linguaggio di minima visibilità che non rimanda ad altro se non all' essere del linguaggio medesimo, che è un luogo di processualità e di sintesi, motivo per cui l' opera dichiara se stessa e si manifesta sganciata da ogni lavoro che l'ha preceduta.

Sicché l'azzeramento delle modalità collaudate conduce ad un potenziale di recupero, anche spaziale contenente segni e nuove presenze di una propria autonomia linguistica, che trova senso e specificazione in uno spazio assunto come meditazione intellettuale, scambio e dialogo con una realtà sempre più fluidificante.

L'essere del linguaggio, snervante e deduttivo, che svapora ed evapora in una stregata mobilità d'immagini, è l'immaginario, ovvero l'energia, l'ambiente intimo con cui Pirillo costantemente naviga nell'aspirazione di trovare un luogo unico, irripetibile, che sia in grado di ospitare alternativamente una metafora della vita e dello spirito. Ma, sia pure attraverso un iconografia della deviazione e dell'erranza, e l'irruzione ambigua di particolarità traccianti una geografia surreale di elementi a volte ammantati di retorica, l'opera risulta, alla fine concentrata su valori comunicativi che rendono visiva l'esperienza di un principio sensoriale, una certa componente sacrale che si manifesta come referente di un progetto di intervento singolare e non stereotipato.

La forza di questo processo è una componente sfondante un orizzonte più vasto, di rimando ad una bellezza non legata ma trasparente l' oggetto verso una quantità di rinvii dall'esperienza. È l'attraenza sensibile di una esperienza evocativa, simbolica, comunque suscettibile di “fare modo” e sospensione nell'ineluttabilità della visione e nell'abitudinario.

Questa componente non è una visione prolungata dell'immagine cui perviene una consapevole elaborazione speculativa, e dunque non si tratta di arte concettuale, ma una spiccata sensibilità astrattiva, tendente ad una trascrizione epidermica di un occasione di libertà esplorante anche visivamente territori altri, non visti percepiti e vissuti in funzione di spalancamento e di allargamento di frontiere interattive con l'immagine, che ad un certo senso la superano, vanno oltre, nella realtà tutta virtuale di un territorio indefinito, in grado di trasportare su un piano di idee diverse dalla stessa immaterialità dell'arte. E tutto ciò che unitamente alla capacità di messa a fuoco, di controllo dell'immagine alla lucida esperienza di arresto del gesto che consente l'incastro giusto con diversi livelli estetici, di emotività e di fantasia, e di dispiegarsi di un mondo subliminale che si offre in un equilibrato dosaggio tra rappresentazione e desiderio, espressione e gamme di emozioni e lucida contemplativa. Pirillo resta dentro la pittura come genere, in un contesto di segni in cui il colore continua ad occupare una funzione pre-ponderante, e re-inventa la pittura stessa come una sequenza illuminata di forme e contenuti che rioccupa il centro, una condizione di centralità nell'esperienza moderna di molteplici linguaggi artistici, e recupera la dimensione della pienezza visiva di uno spazio emozionale inteso come azione, sforzo fisico della lavorazione e campo di scena ludica, di gioco, di ironia, luogo di impronta erotica e finanche di sballo, dove anche la ritualità interagisce nello scambio dei ruoli dell'Arte col sacro e agisce nel mondo tangibile delle apparenze per interiorizzarsi e si assume altri significati. Risulta, così, un energia che illustra una mentalità pittorica conglobante diversi itinerari artistici e convergenti in un'unica griglia compositiva, l'indurito tamburo del “quadro”, che riprende, attraverso lo sviluppo di un suggestivo cromatismo premutabile, lo svolgimento di scarti di quotidianità utilizzati in autonomia di linguaggio tendente al simbolo, alla sintesi oggettiva, fluttuare nei segmenti invisibili di una modernità che proprio attraverso la pittura riscatta il senso precario della fuggitiva realtà.

L'esercizio quotidiano, artigianale, e il continuo “star dentro” le proprie pulsioni artistiche che si liberano in eventi traslabili nelle cangianti valenze del segno, nella riflessa purezza di forme appena accennate, nel ritmo dei piani che si congiungono per imponderabili equilibri, nell'articolazione spaziale che armonizza la stessa cifra pittorica producono una sorta do work in progress, tonale e sinergico, di una temperatura morfologica e sintattica svolgentesi attorno a singole situazioni che ad ogni occasione mutano. Ciò perché l'imput spaziale, il principio dell'intervento, coinvolge uno spazio più ampio che da corpo ad una presenza straniante, e il gioco di associazioni, di volta in volta assumono liberatamene, si concentra anche nei dettagli, che si dispongono, direi, seguendo il movimento fluido del colore, dei particolari che si aggregano al ritmo di scoperte progressive di uno spazio vuoto, non perlustrato, nel quale dimorare, come se si trattasse della condizione mitica di un ritorno all'essere, verso un centro ancestrale ed archetipo. Ma lo scenario che determina la differenza delle singole valenze dei segni, la grammatica che stabilisce la relazione dei termini strutturali, il linguaggio pittorico, alla fine, omogeneo, ed in misura inevocabilmente di un processo di identificazione con alterità imponderabili, privilegiate, ricercate da Pirillo in una incrollabile logica utopica e religiosa dell'arte. Accennavo, poc'anzi, all'attività artigianale che sottende il lavoro di Pirillo.

Figlio di un artigiano che ha plasmato e lavorato perennemente la materia del legno, non poteva non assumere nella sua quotidianità, fatta di arte, la sapienza di un tradizione troppo ingiustamente elusa, abbandonata fino alla rimozione, dell'imprevedibile aggressione di una civiltà post-moderna che tutto consuma. La chiave per capire l'arte di Pirillo è tutta qui; nella repetitio ad substantiam di una tradizione della falegnameria la cui autonomia conserva ancora una propria integrità culturale, quella di un mestiere che impara giorno dopo giorno e si tramanda di padre in figlio nello scorrere del tempo.

Emerge infatti, nell'opera considerata, una memoria che elabora manufatti di matrice popolare e li traspone nel simbolismo creativo per effetto di un sapere e di un fere che, transitando nella cultura materiale di origine fino a quella artistica della nuove forma contemporanee, amplia i contenuti di un sistema antropologico del tempo che arricchisce il linguaggio segnino e sviluppa ulteriormente la metafora oggettuale dell'opera. Così la applicazione di elementi variabili, suscettibili di diverse configurazioni, e la dislocazione psico-antropologica di oggetti che sopravvivono allo smembramento temporale mediante un rituale di spostamento e di sospensione nello spazio artistico, provocando una rappresentazione che pur orienta verso la trasformazione e la rottura morfologica si realizza mediante un processo di identificazione e di “osservazione partecipante” di sapore squisitamente etnografico. Si svolge in tal modo attraverso il tracciato di una manualità diffusa, una conversazione silenziosa con il tempo, e le diverse opere sono annotazioni di una cadenza che decostruisce una fisica corporeità storica e la manipola in funzione di metafora, in vista di un desiderio, di gestuale scrittura controllata, in ragione di un recupero e di una ricostruzione di atteggiamenti mentali capaci di coordinare l'immaginario, che per Pirillo è transvalutazione, luogo di assorbimento di certezza e rutilante meccanismo di scoperta e rappresentazione.

Questa cultura, garante di continuità, consente la sperimentazione simultanea dello artista, che opera nel rito e nella misura di un assunto storico implicante un attivo, contrastato, silenzioso fluire di un classico atteggiamento di diversità che permette di sfondare, bucare il muro di normalità ed andare oltre, penetrare l'insondabile cortina della fantasia e dar forma a una nuova realtà simbolica dell'immagine.

Altra cosa è l'erotismo diffuso che trabocca da un colore pregnante di una magmatica pulsione sessuale invadente e tuttavia dimenticata, che manifesta da certi movimenti, certi intrecci particolari, certe pieghe debordanti da una voluttuosa fisicità che recano il suggello di un organica, sensuale, carnale corposità. È l'insorgere di un contaminazione fra arte e vita mantenuta come performance prolungata di un impulso profondo che opera spontaneamente, anche inconsciamente, ma che si manifesta scopertamente e in maniera rilevante, direi in ogni opera di Tommaso. La componente erotica non va sottovalutata in questa forma di espressività, ma anzi va considerata nella giusta misura, palesandosi spesso come l'energia che determina la stessa forma, specie nelle opere in cui questa si assottiglia, si dispone al minimale, si distena nello ambiente naturale di un contesto polimaterico che sbocca nel magma rappresentativo di un piacere quasi infantile, caotico, che si slarga, amplifica l'opera e si sviluppa la pressione arteria e la tensione emotiva del processo estetico.

Altra cosa è il sacro, che a mio avviso costituisce un altro aspetto in mancanza del quale l'opera di Pirillo non potrebbe dirsi esaminata.

Impressione di un caratteristico tessuto mistico, religioso, di un senso del sacro che origina la progressione armonica, è immediata, risulta di prima evidenza non appena ci si accosta seriamente all'opera. I richiami continui al dettato biblico, la presentazione diretta di elementi sacramentali, le tracce di luoghi evangelici, gli stessi titoli delle opere, che a volte svelano significati criptici e più ermetici contenuti nelle stesse, rivelano una forma espressiva percepibile anche all'interno di un esperienza del divino e di una morale non laica che sottende la concezione artistica. La capacità di Pirillo di cogliere pure forme concettuali in processi astrattivi basilari, principia proprio nel senso del sacro in progressione ascendente, durevole, proiettante la stessa immaginazione in un sentimento di esaltazione non distillato dall'immagine artistica e che assorbe tutte le immagini in sé. Questo valore è il simbolo unificante gli altri valori simbolici parziali, e per questa via si delinea la forma espressiva di un immagine poetica che tende all'assoluto. Così i diversi simboli usati stanno, di volta in volta, ad un livello semantico differente dall'opera che li contiene, ma si articolano in forma singola ed entrano nella sua costruzione come parti del suo valore organico. Sicché alla fine, l'opera di Tommaso Pirillo è simbolo di una forma significativa del sacro trovata nell'astrazione di un interesse che va al di là dell'empirico generalizzato, fino al controllo della forma come espressione tecnica degli stessi principi simbolici.

In concreto, da un iniziale intreccio di tensioni mutevoli, dai flussi e riflussi della fantasia, dalla spinta epidermica del colore, dalle varie ed articolate forme di una soggettività a volte esasperata, l'opera di Pirillo perviene gradatamente a più elaborate espressioni di vita emotiva,in una parola della vita interiore. E questa marcata sensibilità si fa produttiva di una forma più pura nella scarnificazione di un superfluo quanto inutile decorativismo, più sintetico sfrondata, una forma che vive di una vita propria perché in coerenza con l'intima struttura che la genera.

È per questo che l'opera di Tommaso Pirillo, adesso più rarefatta, solitaria e lontana dalla stessa realtà dall'astrazione, sembra essersi affrancata dalla produzione precedente in ragione funzionale di un sentimento che non declina nella storia ma nella spiritualità, man mano più accentuata, e che evolve, di pari passo al cammino dell'artista, verso un visibile che pur rimanendo dinamico e fluidificante, fedele ancora ad una straniante capacità di devianza e di logoramento, non è più torrente ma più tosto un fiume lento, che è sintesi di una forma divenuta più armonica, evocante con più leggera profondità la leggerezza delle cose.

Una forma proveniente da un linguaggio poetico rivolto verso una universalità, un molteplice che ha spezzato una laicità ulteriore in funzione dell'arte di Tommaso Pirillo ed è diventata apparenza creata, concetto di comunicazione esplicativo di un'immediata espressione di valori.

MOSTRE
----------------
2004- Cosenza- Fondazione Carical –(Centro Storico)
2006 Bruxelles- Expò ( ICE) –"PALAIS DUCAL DU GRAND SABLON "
2008 Barcellona Spagna – Gallery GlobalArt
2009 Cosenza- Galleria Provinciale " Santa Chiara"- (Centro Storico)
Sculture recenti:
Università di Padova: Busto bronzeo del Chirurgo " Bruno Longoburgensis";
Università di Padova: Medaglione bronzeo "Bruno Longoburgensis"
Cropalati: Monumento bronzeo S. Antonio Abate
Longobucco: bassorilievo" Archivio storico G. De Capua"

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE
2004 Bea- Catalogo mostra Personale Fondazione Carical Cosenza
2005- Enzo Le Pera- La Calabria e l'Arte (Dizionario degli artisti calabresi) Ed Gazzetta del sud Reggio Calabria
2006 Antonio Scarcella : Gazzetta del Sud – " Il Busto di Bruno Longoburgensis" di Tommaso Pirillo
2006 Caterina Urso : La Provincia Cosentina " Omaggio a Tommaso Pirillo nella Mostra di Bruxlelles
2006 Caterina Urso : La Provincia Cosentina " Un Busto Bronzeo di Tommaso Pirillo all'Università di Padova"
2008- Adorisio- Brunetta- Bulgarella….Longobucco dal mito alla storia Ed. Librarie San Giovanni Cosenza.
2008 Caterina Urso : La Provincia Cosentina " L'artista Tommaso Pirillo espone a Barcellona"
2009 Editore Boè - Tommaso Pirillo - Ed. Prompzione Arte Boè Palermo
2009 Nicola Micieli-Ricognizione pittura,- Catalogo mostra - Galleria Provinciale Santa Chiara Cosenza
2010-N. Puviani- Catalogo delle quotazioni – Ed. Alba Ferrara
2010- Artpages-Annuario- dell'arte Italiana- ed Magna Grecia Albanella Salerno